Diritto del Lavoro Nautico e della Previdenza Marittima

Tra le più antiche forme di previdenza nel nostro panorama giuridico, la previdenza del comparto marittimo ha costituito, negli anni, uno dei primi esempi virtuosi di tutela dei lavoratori.

Riformata interamente con la con la Legge n. 413 del 26 luglio 1984, che ha soppresso la Cassa nazionale per la previdenza marinara, la previdenza marittima è stata interamente inglobata nel regime AGO dei lavoratori dipendenti.

A fronte delle specificità contrattuali connesse al rapporto di lavoro marittimo, la l. n. 413/1984 ha previsto peculiari forme di tutela per la gente di mare, tutte oggi poste al vaglio dell'INPS.

Tra le stesse si specificano:

  • Prolungamenti dei periodi di navigazione ai fini del calcolo del trattamento pensionistico;
  • Pensione di vecchiaia anticipata;
  • Pensione di inabilità alla navigazione;
  • Pensione privilegiata di inabilità alla navigazione;
  • Ricostituzioni contributive per esposizione all'amianto;
  • Indennità per inabilità temporanea assoluta per malattia fondamentale;
  • Indennità per inabilità temporanea assoluta per malattia complementare;
  • Indennità per inabilità temporanea da malattia per i marittimi in CRL;
  • Indennità per temporanea inidoneità all'imbarco conseguente a malattia comune (Legge "Focaccia").

L'ambito inerente l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è a carico dell'INAIL, a seguito della soppressione dell'IPSEMA, intervenuta ai sensi dell'art. 7 della Legge n. 122/2010.

Tra le prestazioni economiche erogate dall'INAIL ai marittimi infortunati o affetti da malattia professionale, si ricordano:

  • l'indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta;
  • la rendita diretta , corrisposta per eventi fino al 24 luglio 2000, se la diminuita o perduta attitudine al lavoro, espressa come inabilità permanente, è di grado accertato fra l'11% e il 100%;
  • l'indennizzo per la lesione dell'integrità psicofisica, danno biologico, corrisposto per eventi a decorrere dal 25 luglio 2000. Per postumi compresi tra il 6 e il 15% è previsto l'indennizzo in capitale. Se la menomazione è di grado inferiore al 6%, il lavoratore non ha diritto ad alcun indennizzo. Dal 16% in poi, viene erogato un indennizzo in rendita;
  • l'integrazione della rendita diretta;
  • la rendita di passaggio per silicosi e asbestosi;
  • la rendita ai superstiti di lavoratori vittime di infortunio o malattia professionale;
  • la prestazione una tantum ai superstiti di lavoratori vittime di infortunio mortale verificatosi a decorrere dal 1° gennaio 2007;
  • l'assegno funerario;
  • l'assegno per assistenza personale continuativa;
  • lo speciale assegno continuativo mensile;
  • la prestazione ai marittimi dichiarati temporaneamente inidonei alla navigazione in seguito a infortunio sul lavoro o malattia professionale riconosciuti dall'INAIL;
  • la prestazione aggiuntiva alla rendita per le vittime dell'amianto o, in caso di morte, per gli eredi titolari di rendita a superstiti;
  • la prestazione una tantum per le vittime dell'amianto a favore dei malati di mesotelioma.

Si osserva, inoltre, che a fronte del documentato impiego dell'amianto nell'industria navalmeccanica - nei processi di costruzione, riparazione e trasformazione navale - sono stati riconosciuti ai marittimi esposti a tale fonte morbigena appositi benefici previdenziali ed assistenziali previsti dalla legge.

E' dimostrato che per decenni (*) le loro mansioni sono state espletate in ambienti resi insalubri dalle fibre asbestosiche disperse nell'aria, a causa della polverizzazione dell'amianto sfaldatosi per le vibrazioni tipiche della navigazione.

Sulla stregua pertanto delle peculiarità proprie del personale navigante, lo studio legale Lo Bocchiaro mira ad offrire ai propri assistiti il rispetto delle debite forme di tutela che il nostro ordinamento riconosce a tale categoria di lavoratori.


* Se per le mansioni svolte a bordo dei natanti costruiti a seguito dell'introduzione della disciplina di "messa al bando" dell'amianto (la legge n. 257/92), il rischio morbigeno si sia attenuato, per le navi costruite almeno fino agli anni '80 (e per le quali è scientificamente provato l'impiego dell'amianto come coibente termico per pareti, soffitti, tubazioni e fasci di cavi elettrici) e ancora in servizio, il rischio è ancora vivo. Nel comparto mercantile, sono numerose le navi ancora in servizio mai bonificate in ossequio alle procedure previste dalla legge. Anzi, in taluni casi, si ritiene che con il passare degli anni la dispersione delle fibre asbestosiche sia addirittura peggiorata.

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