Invalidità Civile | Mancata Convocazione a Visita

Invalidità Civile: Cosa fare in caso di mancata convocazione a visita?

aggiornato 13/04/2022

22/12/2020

Negli ultimi mesi, a fronte dell'attuale contesto pandemico, numerosi cittadini denunciano un'ingiustificata inerzia da parte delle Commissioni Mediche Pubbliche - investite presso le Aziende Sanitarie Locali in convenzione con l'INPS - nelle convocazioni a visita per l'accertamento dei requisiti sanitari atti al riconoscimento delle minorazioni civili e/o dello status di portatore di handicap (l. 104/92).

Tali segnalazioni, che fanno da contraltare al servizio online attivato dall'INPS per snellire le procedure [1], sono figlie della ragionevole esigenza degli istanti nel prediligere una modalità di diagnostica più obbiettiva che tenga in debito conto le dichiarate patologie, a una modalità accertativa telematica effettuata mediante la mera raccolta dei dati anamnestici.

In tal ottica, questa inoperosa omissione da parte degli enti accertatori lede in concreto la posizione dei privati, posti in un evidente posizione di fragilità.

Entro che termine le Commissioni devono effettuare la convocazione a visita?

Ai sensi per gli effetti dell'art. 3 c. 1 del DPR del n. 698/94, le Commissioni Mediche sono obbligate a convocare a visita l'istante entro un temine di 90 giorni decorrente dalla data di presentazione dell'istanza (salvo che per i soggetti affetti da patologie oncologiche ai sensi dell'art. 6 della l. n. 80/06 o dalle patologie ricomprese nel decreto del MEF del 2 agosto 2007, per cui è previsto un termine ben più stringente pari a 15 giorni).

Trascorso inutilmente tale termine, l'interessato può pertanto presentare una diffida a provvedere - mezzo raccomandata a/r o per PEC - all'Assessorato della Sanità della regione territorialmente competente, trasmettendola per conoscenza tanto all'INPS quando all'ASL.

Nella maggior parte dei casi, però, tali diffide non vengono minimamente riscontrate dagli enti, comportando un intollerabile disservizio a spese degli istanti, di fatto lesi nelle peculiari forme di sostegno che l'ordinamento gli riconosce e logorati da un'attesa intollerabile e insostenibile.

Ma a questo ingiustificato e perdurante silenzio, è proprio l'Ordinamento che interviene fornendo al cittadino gli strumenti volti a onorare il suo legittimo affidamento.

Termine per la conclusione del procedimento amministrativo

In applicazione di quanto previsto dall'art. 20 della l. 102/2009 - che ha trasferito in capo all'INPS la competenza esclusiva sull'intero procedimento amministrativo volto all'accertamento del diritto ai benefici di legge in materia di invalidità civile -, la domanda si ritiene automaticamente respinta senza che l'Istituto si pronunci nel termine di 120 giorni (4 mesi) previsto per la conclusione del procedimento amministrativo (decorrenti dalla data di inoltro dell'istanza). [2] [3]

Ricorso in Tribunale - Accertamento Tecnico Preventivo (ATP)

Conseguentemente, l'interessato, una volta spirato il su indicato termine di 120 giorni, potrà legittimamente adire l'Autorità Giudiziaria con un ricorso volto a conseguire un accertamento medico-legale delle proprie condizioni sanitarie di invalidità e/o handicap - con i conseguenti benefici di legge previsti dalle specifiche norme (es. indennità di accompagnamento ex l. n. 18/80) -in luogo dell'ingiustificata inottemperanza dell'INPS (per sapere di più sulle modalità del ricorso clicca qui!).


[1] Ai sensi e per gli effetti della nuova normativa vigente di cui all'articolo 29-ter del d.l. n. 76/2020, l'INPS ha attivato sul portale Online MyInps, un servizio - Allegazione documentazione sanitaria invalidità civile - che permette ai cittadini di inoltrare telematicamente - mezzo SPID - la documentazione sanitaria probante l'accertamento medico-legale per la definizione agli atti delle domande/posizioni in attesa di valutazione sanitaria di prima istanza, aggravamento o revisione. TALE SERVIZIO RISULTA ESSERE ATTIVO NELLE REGIONI DOVE LE COMMISSIONI MEDICHE INPS, OPERANO IN CONVENZIONE CON LE SEGUENTI REGIONI: Friuli Venezia Giulia (Pordenone); Veneto (San Donà di Piave, Venezia, Verona); Lazio (tutta la regione); Campania (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno); Basilicata (tutta la regione); Calabria (tutta la regione); Sicilia (Caltanissetta, Messina e Trapani).

[2] Cfr. art. 7 della l. n. 533/1973, che recita "in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie, la richiesta all'istituto si intende respinta, a tutti gli effetti di legge, quanto siano trascorsi 120 giorni dalla data di presentazione, senza che l'istituto si sia pronunciato".

[3] In seguito all'introduzione della legge n. 102/2009, è da ritenersi pacificamente superato l'orientamento che individuava in 9 mesi (270 giorni) il termine per la conclusione del procedimento amministrativo, così come previsto dall'art. 1 comma 3 del D.P.R. 698/94. In tal senso, si rileva, che è proprio l'INPS con la propria Deliberazione n. 1 del 25/01/2011 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza - avente ad oggetto proprio l'invalidità civile - ad impegnare gli Organi di Gestione ad affrontare la materia con l'obiettivo di "ridurre i tempi complessivi di conclusione dei procedimenti, tenendo comunque fermi gli obiettivi temporali fissati dalla legge (120 giorni per la definizione della totalità delle pratiche e definizione immediata per i malati oncologici, premesse che per questi è prevista la chiamata a visita entro 15 giorni dalla domanda)".


Lo Studio Legale dell'Avvocato Walter Lo Bocchiaro fornisce peculiare assistenza ai propri assistiti, coadiuvandoli nelle modalità necessarie volte a conseguire il dovuto accertamento sanitario, valutando, di concerto agli stessi, la sussistenza o meno di quegli elementi utili a supportare il Ricorso in Tribunale.


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